RASSEGNA STAMPA




29 agosto 2017
intervista a Jacopo Ibello
RADIO CITTA’ DEL CAPO  
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12 agosto 2017
Anche la cittadella dell’artigianato
bussa al portone di viale Panzacchi

CORRIERE DI BOLOGNA
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20 giugno 2017
Nasce una nuova associazione
per il futuro della Staveco

BOLOGNATODAY
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11 giugno 2017
Portiamo i vecchi mestieri
nella cittadella militare

LA LETTURA del CORRIERE
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25 novembre 2016
Il sapere degli artigiani
nell’area Ex-Staveco

REPUBBLICA.IT
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ANCHE LA CITTADELLA DELL’ARTIGIANATO BUSSA AL PORTONE DI VIALE PANZACCHI


Il progetto, che piace a Cna, deve essere ridiscusso a settembre

di Mauro Giordano

Una cittadella dell’artigianato in una parte dell’ex caserma Staveco. E’ questo il progetto, presentato dall’associazione Laboratorio Staveco, al quale negli ultimi mesi l’amministrazione comunale e altre realtà istituzionali stavano lavorando prima che esplodesse la grana Làbas.
Un’ipotesi -a dire il vero- che il gruppo di architetti e professionisti interessati al recupero dello spazio, che hanno creato un’asse con Cna e Alma Mater per lavorare a questa idea di riqualificazione degli immensi locali di viale Panzacchi, aspetta di presentare ufficialmente durante un incontro che il Comune e Invimit hanno in calendario a settembre. Un percorso partito nel novembre 2016, quando il rettore Francesco Ubertini archiviò la possibilità di realizzare nell’area il grande campus universitario immaginato da Ivano Dionigi. «A quel punto - spiega Sebastiano Curci, presidente di Laboratorio Staveco - abbiamo avanzato la proposta di creare lì una scuola dedicata alle professioni artigianali. L’associazione non era ancora nata ma l’idea è piaciuta alla Cna e ci sono stati degli incontri con gli assessori Matteo Lepore, Valentina Orioli e i tecnici di Palazzo d’Accursio. Poi abbiamo avuto dei confronti anche con il prorettore Mirko Degli Esposti. L’Università è ancora attenta al futuro della Staveco».
Tra Laboratorio Staveco e Cna è nata un’unione di interessi che dovrebbe essere formalizzata nei primi giorni di settembre con un protocollo d’intesa per lavorare alla cittadella dell’artigianato, incentrata su falegnameria e metallurgia, anche nel momento in cui dovesse decadere l’ipotesi Staveco.
«Inizialmente avevamo creato dei rendering che riguardavano una palazzina del parcheggio, ma visto che l’edificio messo meglio è il cosiddetto Steccone (lo stesso dove potrebbe finire Làbas, ndr), ora stiamo lavorando a un progetto su quell’ala del comparto e sapevamo di doverlo presentare a settembre», aggiunge Curci. 
Le novità degli ultimi giorni potrebbero però cambiare i programmi, anche se questa ipotesi è sicuramente in contrasto con quella di un uso temporaneo e avendo tempi più lunghi potrebbe anche avere una gestazione più lenta. Le perplessità di Curci riguardano proprio l’eventuale affidamento a Làbas: «Non ho nulla contro di loro, ma credo che le dinamiche di un centro sociale non possano aspettare i tempi lunghi previsti per recuperare quegli spazi».


tratto da il “Corriere di Bologna” del 12 agosto 2017













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