RASSEGNA STAMPA




29 agosto 2017
intervista a Jacopo Ibello
RADIO CITTA’ DEL CAPO  
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12 agosto 2017
Anche la cittadella dell’artigianato
bussa al portone di viale Panzacchi

CORRIERE DI BOLOGNA
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20 giugno 2017
Nasce una nuova associazione
per il futuro della Staveco

BOLOGNATODAY
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11 giugno 2017
Portiamo i vecchi mestieri
nella cittadella militare

LA LETTURA del CORRIERE
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25 novembre 2016
Il sapere degli artigiani
nell’area Ex-Staveco

REPUBBLICA.IT
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IL SAPERE DEGLI ARTIGIANI NELL’AREA EX-STAVECO


di Sebastiano Curci

Sono un ragazzo di trent'anni interessato allo sviluppo urbano ed economico della città. Negli ultimi giorni è arrivata la notizia della disdetta da parte del Rettore Ubertini di impegnare l'Università nel progetto di riqualificazione dell'ex Staveco, per dar vita al Campus Universitario 1088 tanto agognato dall'ex numero uno dell'Ateneo Dionigi. Da parte mia, condivido la scelta di Ubertini dettata dalla volontà di non svendere il patrimonio immobiliare dell'Alma Mater e di non "spogliare" il cuore della città da ciò che la rende vitale: gli studenti. A questo punto si riaccende il problema di quale ruolo affidare a quell'area. Mi piacerebbe esprimere una mia modesta idea: ricordo che prima che il Comune affidasse integralmente il recupero della Staveco all'Università, vi erano state varie proposte di cui alcune dal sottile sapore speculativo, quale l'idea di invitare alcune Università straniere ad insediarsi in quell'area. Quest'ultima opzione fu fortemente criticata dall'ex Rettore Dionigi il quale dichiarò che Bologna non poteva permettersi di diventare una succursale della Stanford University. A questo punto, tramontata l'dea dello stesso Dionigi e trovandomi comunque d'accordo con lui nello scongiurare subalternità accademiche di stampo anglo-sassone, proporrei di concentrare in una parte di quell'immensa area attività a carattere artigianale di alta qualità. Mi piacerebbe che, coerentemente col contesto, sorgessero delle realtà il cui fine sarebbe il recupero e la trasmissione di mestieri nobili e qualificanti. L'artigianato bolognese ha bisogno di vivere attraverso nuove leve e vedo in città realtà eccellenti che hanno bisogno di farsi conoscere e, allo stesso tempo, non vedo corsi di formazione adeguati se non in maniera sporadica. Ho avuto la fortuna di frequentare la scuola di scrittura fondata da Carlo Lucarelli il cui nome richiama e vuole sottolineare il lavoro artigianale che vi è dietro: "Bottega Finzioni". Questa realtà di produzione e trasmissione culturale rappresenta, ad esempio, un ambito a cui potrebbe essere destinata la ex Staveco insieme ad altri ambiti che riguardano la produzione alimentare, dei manufatti e della moda. Insomma una vera e propria grande Bottega e Accademia dei mestieri dove gli allievi impareranno e produrranno artigianato di qualità Made in Bo.


contributo pubblicato il 25 novembre 2016 nell’edizione on-line di bologna.repubblica.it













LABORATORIO STAVECO

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